Panzarotto Barese fritto

Tutta la Puglia è famosa per la coltura degli olivi, e l’olio è forse uno dei prodotti più famosi e rinomati di questa terra arida ma generosa. Percorrendo le strade statali o provinciali che collegano i paesini pugliesi, è facile vedere ai lati della via centinaia di ulivi secolari, con i loro tronchi maestosi e nodosi, dei veri e propri “monumenti viventi”, silenziosi testimoni delle epoche storiche che passano, e che affondano le loro radici nelle zolle di nuda terra rossastra e riempiono il panorama a perdita d’occhio. Un panorama che ha ispirato scrittori, poeti, pittori e fotografi. La zona di maggior produzione è quella di Andria, mentre Bitonto è famosa per la qualità sopraffina del suo olio. In tutto la Puglia dispone di oltre 400.000 ettari di terreno destinati a questa coltura, con un raccolto anno medio di 11 milioni di quintali di olive.

E a noi interessa proprio l’oliva, il frutto di questa ricca coltura, e ancora di più ci interessa il prezioso olio che i pugliesi ne ricavano, dal gusto rotondo e a un tempo deciso e che ritroviamo abbondante in tutta la cucina pugliese inclusi, naturalmente, i piatti a base di frittura.
Un esempio? Ecco a voi la ricetta di un piatto tipico barese, dal gusto deciso, e probabilmente non conosciuto dai più: il panzarotto barese, noto anche come “calzengiedde che la recotte asckuande”, cioè il “calzoncello che la ricotta nasconde”.

Si parte da 500 grammi di farina, che va impastata con acqua tiepida e salata, in cui è stato sciolto del lievito di birra. Dopo circa 30 minuti di lievitazione, la pasta va stesa con un matterello e, utilizzando un bicchiere dall’imbiccatura larga, da essa vanno ricavati alcuni dischi. Su ognuno di essi va spalmata un pò di ricotta fortigna (un’altra ricchezza della terra di Puglia, in tutto ve ne serviranno circa 50 grammi), insieme a del pomodoro a cubetti e a della cipolla rosolata. Si aggiusta di sale e di pepe, e volendo si può anche aggiungere anche qualche pezzetto di alice sotto sale, precedentemente lavata ed asciugata.

Ogni dischetto va poi ripiegato in modo che assuma la forma di una mezzaluna con il ripieno al suo interno. I bordi vanno sigillati con attenzione con le mani umide, o utilizzando i rebbi di una forchetta, in modo che il ripieno non possa fuoriuscire durante la cottura.

Ecco che arriva il nostro protagonista: l’olio pugliese. Utilizzatene in abbondanza e, una volta portato ad alta temperatura, immergetevi i panzarotti fino a quando diventano belli dorati. Estreteli poi con attenzione con una spatola, e fateli sgocciolare brevemente prima di servirli caldissimi insieme a qualche verdura di stagione.
Una valida alternativa alla frittura con immersione nell’olio bollente oggi è fornita dai numerosi elettrodomestici in grado di friggere ad aria calda, usando quantità molto ridotte di olio: scopritele su questo sito web per un fritto meno calorico, più digeribile, ma ugualmente gustoso.


Composizione del letto: come riconoscere modelli di qualità

Quando si parla di composizione del letto si fa riferimento a tutte quelle componenti e quelle caratteristiche che riguardano i diversi modelli presenti in commercio. A questo proposito, infatti, sono tantissime la variabili da considerare in quanto i vari prodotti possono differenziarsi anche di molto l’uno dall’altro.
Per cercare di semplificare una possibile scelta ed offrire un quadro generale più chiaro e dettagliato, abbiamo deciso di preparare una “scaletta” di quelli che sono gli aspetti fondamentali da valutare quando ci si ritrova davanti ad un modello.

Rete

La prima cosa da considerare quando si parla di composizione del letto è la rete in quanto rappresenta il vero e proprio supporto fisico che sorregge il nostro corpo durante tutta la fase del sonno.
Proprio per questo essa deve presentarsi quanto più resistente possibile ed offrire, allo stesso tempo, anche una certa elasticità. Delle reti eccessivamente solide, infatti, non sono particolarmente indicate in quanto con il tempo potrebbero portare anche gravi danni alla schiena.

Materiali

Anche i materiali giocano un ruolo fondamentale quando si parla di composizione del letto. In commercio, infatti, esistono modelli realizzati con i materiali più diversi che offrono pertanto qualità e peculiarità totalmente differenti.
Tra i più gettonati troviamo senza dubbio il legno ed il metallo, utilizzati prevalentemente per letti a castello e matrimoniali, o anche la plastica leggermente meno utilizzata ma comunque incredibilmente performante.

Materasso

Infine come non tirare in ballo il materasso quando si parla di composizione del letto. Questa componente, infatti, rappresenta al pari della rete il sostegno fondamentale per la nostra schiena in quanto permette di supportarla in ogni occasione fornendo il massimo appoggio possibile.
Proprio per questo è importantissimo scegliere un materasso che sia in qualche modo perfetto per le nostre esigenze e ci permetta di dormire in maniera ottimale.